Lecce, appuntamento con la XVIII edizione del Festival del Cinema Europeo
Inserito da admin il 2 apr 2017 | Nella categoria Magazine | Ci sono 0 Commenti
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Agnieszka Holland, Nuri Bilge Ceylan, Stephen Frears insieme a Isabella Ferrari, Francesco Maselli e Valerio Mastandrea sono i protagonisti della XVIII edizione del del Cinema Europeo – diretto da Alberto La Monica e Cristina Soldano, in programma a dal 3 all’8 aprile 2017, presso il Multisala Massimo.

La XVIII edizione del apre con un omaggio al Principe Antonio De Curtis, in arte Totò, in occasione del 50° anniversario della sua scomparsa, con la presentazione in anteprima mondiale di “Chi si ferma è perduto” di Sergio Corbucci, restauro realizzato a cura della Cineteca di Bologna e Titanus, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, con il contributo del del Cinema Europeo.
La proiezione sarà presentata dal direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli e si terrà lunedì 3 aprile al Cinema Multisala Massimo di Lecce alla presenza della nipote del Principe De Curtis, Elena Alessandra Anticoli De Curtis e con la partecipazione straordinaria di Carlo Croccolo, che riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera a pochi giorni dal suo 90° compleanno e racconterà al pubblico, la sua lunga carriera insieme a Totò, nel corso di un incontro condotto da Valerio Caprara.
Per l’occasione la casa editrice Il Raggio Verde, presenta la nuova edizione di “Totò. Tocchi e ritocchi”, un volume tratto dal Convegno su Totò a Santa Maria Ligure e promosso dal Centro Internazionale dell’Università degli Studi di Genova che racconta il Principe Antonio De Curtis da diversi punti di vista. La nuova edizione, realizzata in collaborazione con il del Cinema Europeo, è arricchita dall’introduzione di Elena Alessandra Anticoli De Curtis, la prefazione di Valerio Caprara (Totò oltre il celebrazionismo) e un intervento di Carlo Croccolo (Ricordando Totò). Il libro, inoltre, è corredato da disegni delle maschere di Totò del maestro romano Giancarlo Montelli al quale il dedica una mostra nei saloni del Castello Carlo V.



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I PROTAGONISTI DEL CINEMA EUROPEO

AGNIESZKA HOLLAND mercoledì 5 aprile
Due volte candidata agli Oscar (nel 1985 con Raccolto amaro nella categoria Miglior film straniero e nel 1990 con Europa Europa, per la Sceneggiatura non originale) Agnieszka Holland ha iniziato in Polonia la carriera cinematografica come assistente di Krzysztof Zanussi collaborando poi con Andrzej Wajda. Attori di provincia, una tra i film emblema del “cinema dell’inquietudine morale”, è stato premiato dalla critica al Festival di Cannes nel 1980. Nel 1981 la regista emigra in Francia.
La Holland ha lavorato molto anche per la tv in numerose e celebri serie come House of Cards, The Wire, Cold Case e Treme.
La sera del 5 aprile la regista polacca Agnieszka Holland, presentata da Massimo Causo, riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera. Al termine dell’incontro con il pubblico, Holland introdurrà Spoor (Pokot, 2017) il suo ultimo film, presentato alla scorsa edizione della Berlinale, dove ha riscosso grande successo di critica.
Il , presenta per la prima volta in Italia un’ampia selezione della opere della Holland, oltre al già citato Spoor (2017), Attori di provincia (1979), Una donna sola (1981), La febbre (1981), Europa Europa (1990), Olivier, Olivier (1992), Il giardino segreto (1993), Poeti dall’inferno (1995), Washington Square – L’ereditiera (1997), In Darkness (2011).

NURI BILGE CEYLAN giovedì 6 aprile
Premio Miglior regia con Le tre scimmie nel 2008 al Festival di Cannes, Nuri Bilge Ceylan con lo stesso film viene candidato all’Oscar per il Miglior film straniero, pellicola che rappresenta anche il primo titolo turco a essere candidato agli Oscar in questa sezione. Ma Nuri Bilge Ceylan, con Cocoon, è stato anche autore del primo cortometraggio turco a essere presentato in concorso nel 1995 al Festival di Cannes. E Cannes “diventa” per il regista una vetrina fondamentale per la propria carriera: nel 2003 con Uzak si aggiudica il Grand Prix; nel 2009 viene chiamato a far parte della giuria del festival francese; nel 2011 con C’era una volta in Anatolia si aggiudica nuovamente il Grand Prix e nel 2014 vince la Palma d’oro per Il regno d’inverno.
Il oltre a presentare la rassegna completa dei film di Nuri Bilge Ceylan, propone anche una Masterclass (giovedì 6 aprile alle ore 11.00) in cui il regista turco parlerà del proprio percorso al pubblico alla presenza del regista Ferzan Ozpetek.
Giovedì 6 aprile Ferzan Ozpetek presenterà al pubblico del Festival Nuri Bilge Ceylan; nel corso della serata gli sarà poi consegnato l’Ulivo d’Oro alla Carriera e sarà proiettato il suo film Il regno d’inverno (2014), Palma d’oro a Cannes nel 2014.
I film in programma: Koza (1995), Kasaba (1997), Nuvole di maggio (1999), Uzak (2002), Il piacere e l’amore (2006), Le tre scimmie (2008), C’era una volta in Anatolia (2011).
STEPHEN FREARS sabato 8 aprile
Classe 1941, si è imposto all’attenzione di critica e pubblico per il cinismo e l’arte dissacratoria presente nella maggior parte dei suoi film. Dopo i successi girati in patria – come My Beautiful Laundrette (1985) e Le relazioni pericolose (1988) – Rischiose abitudini del 1990 rappresenta per il regista la prima produzione americana voluta e prodotta da Martin Scorsese che ottenne la nomination all’Oscar per la miglior regia. Seguono tanti altri film fortunati e premiati come Eroe per caso (1992), Alta fedeltà (2000), Piccoli affari sporchi (2002). Il 2006 è l’anno di The Queen con una straordinaria Helen Mirren che si aggiudica l’Oscar come migliore attrice e la Coppa Volpi al Festival di Venezia
Con il drammatico Philomena (2013) ottiene riconoscimenti in tutto il mondo, tra cui la Miglior sceneggiatura al Festival di Venezia nel 2013 e ai BAFTA Award del 2014, il David di Donatello vinto come Miglior film europeo.
Sabato 8 aprile Stephen Frears incontrerà il pubblico, presentato da Heather Stewart, e riceverà L’Ulivo d’oro alla carriera. Dopo l’incontro segue la proiezione del suo film The Queen – La regina (2006).
Il Festival propone alcune delle pellicole più importanti del regista inglese: My Beautiful Laundrette (1985), Prick Up – L’Importanza di Essere Joe (1987), Le relazioni pericolose (1988), Due sulla strada (1996), Alta fedeltà (2000), Piccoli affari sporchi (2002), Tamara Drewe (2010), Philomena (2013), Florence (2016).

I PROTAGONISTI DEL CINEMA ITALIANO
ISABELLA FERRARI venerdì 7 aprile
Il suo percorso cinematografico comincia da giovanissima con uno dei film cult degli anni ’80 Sapore di mare dei fratelli Vanzina. Nella sua lunga carriera ha alternato commedie a film drammatici e più impegnati. Basti pensare a Appuntamento a Liverpool di Marco Tullio Giordana o a Il romanzo di un giovane povero (1995) di Ettore Scola per il quale ottiene la Coppa Volpi al Festival di Venezia. Ha lavorato con i più importanti registi italiani tra cui Ferzan Ozpetek che l’ha voluta sia in Saturno contro (2006) sia in Un giorno perfetto (2008). E’ stata la moglie di Nanni Moretti in Caos calmo di Antonello Grimaldi per il quale ha ottenuto anche la nomination miglior attrice ai David di Donatello, stessa nomination ottenuta anche per Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi. Nel 2013 è tra i protagonisti del film Premio Oscar La grande bellezza di Paolo Sorrentino e nel 2014 è nel film di Renato De Maria La vita oscena, presentato nella sezione Orizzonti al Festival del Cinema di Venezia 2014.
Isabella Ferrari sarà al Festival la sera del 7 aprile per ritirare l’Ulivo d’Oro alla Carriera e sarà protagonista di un incontro col pubblico condotto da Laura Delli Colli; seguirà la proiezione del film Amatemi (2005) di Renato De Maria.
I film in rassegna: Sapore di mare di Carlo Vanzina (1983), Appuntamento a Liverpool di Marco Tullio Giordana (1988), Romanzo di un giovane povero di Ettore Scola (1995), Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi (2006), Caos calmo di Antonello Grimaldi (2008), Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek (2008), E la chiamano estate di Paolo Franchi (2012), Il venditore di medicine di Antonio Morabito (2013), La vita oscena Renato De Maria (2014).
All’attrice è dedicata anche la mostra fotografica ISABELLA FERRARI. STORIA D’ATTRICE, allestita durante i giorni del Festival presso l’ex Monastero dei Teatini.
VALERIO MASTANDREA martedì 4 aprile
Vincitore del David di Donatello 2017 come miglior attore non protagonista per il film Fiore di Claudio Giovannesi, Valerio Mastandrea comincia la sua carriera cinematografica negli anni ’90 interpretando piccoli ruoli. Il riconoscimento di critica e pubblico arriva nel 1997 con il ruolo da protagonista in Tutti giù per terra di Davide Ferrario. L’attore ha sempre alternato il cinema (prediligendo quello indipendente), con il teatro e sempre nel ’97 è al Sistina con “Rugantino” nel ruolo che fu di Nino Manfredi. E’ stato diretto tra gli altri da Ettore Scola in Gente di Roma, da Francesca Archibugi in Domani, da Daniele Vicari in Velocità massima, da Paolo Virzì in N – Io e Napoleone e La prima cosa bella, da Claudio Caligari ne L’odore della notte, da Ivano De Matteo in Gli equilibristi, da Daniele Gaglianone in La mia classe, da Nanni Moretti ne Il caimano.
Valerio Mastandrea la sera del 4 aprile sarà protagonista di un incontro col pubblico condotto da Laura Delli Colli e ritirerà l’Ulivo d’Oro alla Carriera. Al termine dell’incontro seguirà la proiezione del film Fai bei sogni di Marco Bellocchio (2016).
I film in programma: Tutti giù per terra di Davide Ferrario (1996), L’odore della notte di Claudio Caligari (1998), Velocità massima di Daniele Vicari (2002), Non pensarci di Gianni Zanasi (2007), Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek (2008), La prima cosa bella di Paolo Virzì (2009), Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana (2011), Gli equilibristi di Ivano De Matteo (2012), La mia classe di Daniele Gaglianone (2013).
FRANCESCO MASELLI giovedì 6 aprile
Impegno civile e politico, sempre nel nome della cultura, hanno da sempre caratterizzato l’opera e la vita di Francesco Maselli. Ha preso parte alla Resistenza molto giovane e a questa dedica nel ‘75 un film Il sospetto. Lascia gli studi liceali per seguire il Centro Sperimentale di Cinematografia degli anni d’oro dove si diploma nel ’49. All’inizio della sua carriera collabora con Zavattini e Visconti e nel 1957 debutta con il suo primo lungometraggio, Gli sbandati con una giovanissima Lucia Bosè. Nel corso degli anni realizza numerosi film tra i quali Gli indifferenti da Moravia (1964), Storia d’amore dell’86 e, Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia, Codice privato (1988), L’alba (1990), Il segreto (1990), Cronache dal terzo millennio (1996), Le ombre rosse (2009). Maselli è tra quei giovani pieni di speranza e fervore culturale che presero parte alle note proteste contro le istituzioni e la Biennale di Venezia nel 1969, realizzando, poi, un film politico con Gian Maria Volonté, Lettera aperta a un giornale della sera (1970).
Giovedì 6 aprile alle ore 18.00 il regista Francesco Maselli, presentato dal critico Bruno Torri riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera. Al termine dell’incontro con il pubblico, Maselli introdurrà due cortometraggi da lui diretti: Ombrellai (1952) e Storia di Caterina (1953).
L’omaggio propone inoltre: Gli sbandati (1955), Gli indifferenti (1964), Lettera aperta a un giornale della sera (1970), Il sospetto (1975), Storia d’amore (1986), L’alba (1991), Il compagno (TV) (1999), Frammenti di Novecento (2005), Le ombre rosse (2009).

I FILM IN CONCORSO
Dodici i film in anteprima nazionale individuati dal Comitato di Selezione composto da Cristina Soldano, Alberto La Monica e Luigi La Monica. Tutti i film in concorso saranno presentati dai registi che incontreranno il pubblico al termine della proiezione.
La Giuria del Concorso Lungometraggi, presieduta da Marion Döring (Produttrice European Film Awards) e composta da Eva Zaoralová, Lene Børglum (Produttrice), Tilde Corsi (Produttrice), Heather Stewart (Direttore Creativo Archivio Nazionale BFI), assegnerà l’Ulivo d’Oro e € 5.000 al Miglior Film, il Premio Speciale della Giuria, il Premio per la Migliore Fotografia e il Premio per la Migliore Sceneggiatura. Sempre tra i film del Concorso, saranno assegnati anche il Premio Fipresci (Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica), attribuito dalla Giuria composta da Colette De Castro, Natalia Moussienko, Alberto Alfredo Tristano; il Premio Cineuropa attribuito dalla Giuria composta da Cécile Despringre (Direttrice Esecutiva SAA, membro del consiglio direttivo di Cineuropa) e Guillame Calop (Cofondatore di Les Arcs European Film Festival, Paris Coproduction Village, FestiCiné); il Premio del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani per il Miglior Attore Europeo attribuito dalla Giuria presieduta da Laura Delli Colli.
I film in concorso:
A date for mad Mary di Darren Thornton (Irlanda, 2016) racconta l’inizio dell’età adulta che potrebbe significare la fine delle amicizie d’infanzia; l’impulsiva Mary torna a casa dopo aver trascorso sei mesi in carcere per il suo coinvolgimento in una violenta rissa scolastica. Nel frattempo tutto sembra cambiato, anche le persone.
A taste for ink / Compte tes blessures di Morgan Simon (Francia, 2016) è la storia di Vincent voce di un gruppo post-hardcore, non ancora arrivato a un terzo sua vita ma già tatuato nella sua metà del corpo. Dalla morte di sua madre, si divide tra un lavoro di operaio che non lo entusiasma e un padre pescivendolo che tenta di ricostruirsi la vita con una ragazza più giovane.
Album / Albüm di Mehmet Can Mertoğlu (Turchia, Francia, Romania, 2016), è una scherzosa variazione sul tema del riscrivere la storia in qualunque contesto. Una coppia senza figli crea un album fotografico su un finto periodo di gravidanza – con foto ambientate in vari momenti della loro vita. In questo modo, il bambino, che i due stanno per adottare, potrà identificarli come i suoi amorevoli genitori biologici.
Forest, 4am. / Las, 4 rano di Jan Jakub Kolski (Polonia, 2016), narra la storia di Forst, un uomo ricco e ben organizzato che un giorno lascia il posto di vicepresidente della sua azienda. Molti anni dopo lo si ritrova a vivere nel bosco in un rifugio costruito con le sue mani. Un giorno una ragazzina di nome Jadzia si presenta alla sua porta e il protagonista è ancora una volta costretto a fare dei cambiamenti nella sua vita.
Home is here di Tereza Kotyk (Austria, 2016) è la storia di Hannah e della sua difficoltà di comunicazione. L’utilizzo della “lingua madre”, infatti, è limitato perché emigrata in un altro Paese: la comunicazione, così, si ferma in superficie impedendo una vera forma d’intimità.
In the blood / I Blodet di Rasmus Heisterberg (Danimarca, 2016), è un film sull’amicizia tra due ventenni nella loro ultima estate spensierata, tra le notti trascorse passando da una festa all’altra e i lunghi e pigri giorni assolati.
Living and other fictions / Vivir y otras fincciones di Jo Sol (Spagna, 2016), focalizza l’attenzione sull’amicizia tra Pepe e Antonio: il primo uscito da una clinica psichiatrica, l’altro, uno scrittore tetraplegico, che lotta per il diritto ad avere un contatto con il proprio corpo e per liberare la sessualità delle persone con diversità funzionale.
My happy family di Nana & Simon (Georgia, 2017), è una discussione sulle dinamiche di gruppo di una famiglia. Manana, insegnante di letteratura, è sposata da 25 anni e vive insieme al marito, i genitori, due figli adulti e il genero. La sera del suo cinquantaduesimo compleanno fa qualcosa d’inaudito per la società patriarcale georgiana, caratterizzata dalle dinamiche di gruppo e dal vivere in collettività: va a vivere da sola in un piccolo appartamento.
In Rosemari di Sara Johnsen (Germania, Danimarca, Norvegia, 2016) una sposa, durante il ricevimento nuziale, trova una neonata nella toilette dell’albergo e la affida agli assistenti sociali. Sedici anni dopo, una ragazza suona alla sua porta: è Rosemari, la bambina che la donna aveva trovato. Le due si uniscono per ricostruire le circostanze che hanno portato alla nascita di Rosemari…
The constitution / Ustav Republike Hrvatske di Rajko Grlić (Croazia, Repubblica Ceca, Slovenia, 2016). Vejko, un insegnante di liceo che ha consacrato la sua intera esistenza allo studio della storia e della lingua croata, abita in un trasandato appartamento nel centro di Zagabria con il padre degente, Hrvoje, un Ustascia. L’unico svago di Vejko è passeggiare a notte fonda per le strade vuote della città con il viso truccato e con addosso indumenti femminili…
When the day had no name di Teona Mitevska (Belgio, Repubblica di Macedonia, 2017) ha per protagonista Milan che, insieme all’amico Petar, prepara un’avventurosa escursione insieme ad altri adolescenti della periferia di Skopje. La fretta di diventare adulti, porterà i ragazzi a un epilogo della serata pieno di tensioni.
Hands of a mother di Florian Eichinger (Germania, 2016). Il film, che indaga sulla violenza domestica, prende il via dai tragici ricordi d’infanzia del protagonista, che sempre più invadenti rischiano di distruggere il suo matrimonio. Per liberarsi dai fantasmi del passato dovrà affrontare la sua famiglia, la madre e soprattutto se stesso, per liberarsi dai fantasmi del passato.

LE ALTRE SEZIONI DEL FESTIVAL
Accanto alla sezione competitiva, la manifestazione salentina propone numerosi spazi di approfondimento, sezioni dedicate a cortometraggi e a documentari che rappresentano un percorso di ricerca di nuovi temi e di nuovi linguaggi audiovisivi.
COMMEDIA EUROPEA
Ritorna per il secondo anno la sezione dedicata alla commedia, una vetrina che presenta una selezione di cinque opere in anteprima italiana:
The bloom of yesterday / Die Blumen von gestern di Chris Kraus (Austria-Germania, 2016), segue le vicende di Totila Blumen un ricercatore che studia l’Olocausto. Lo studioso non ha senso dell’umorismo e lo dimostra in modo particolare quando i colleghi provano a trasformare una conferenza su Auschwitz in un evento mediatico, calpestando il ricordo del Professor Norkus, da poco scomparso e venerato da Totila. The carer di János Edelényi (Regno Unito-Ungheria, 2016), è un film sul conflitto e sull’attrazione tra un grande e severo attore inglese dall’apparenza schiva, e Dorottya, un’ambiziosa attrice dall’autentico animo dell’Europa dell’Est. Tiger theory / Teorie tygra di Radek Bajgar (Repubblica Ceca-Slovacchia, 2016) dal sottotitolo “Anche gli uomini miti possono andare fuori di testa” racconta come Jan, dopo una vita passata a soccombere mitemente al volere della moglie, decide di riprendersi la propria vita e ritornare a essere artefice della propria libertà. Vincent and the end of the world / Vincent di Christophe Van Rompaey (Belgio-Francia, 2016) è una commedia sul diciassettenne Vincent ossessionato dagli effetti del surriscaldamento globale. Per questo lascia la scuola, impone alla famiglia una rigida dieta vegetariana e si rifiuta di usare il riscaldamento, unendosi ai più rigidi gruppi di protesta. The Migrumpies è una commedia su Benny e Marko, due ragazzi viennesi con un “background di immigrazione”, completamente integrati nella società, tanto da non essere nemmeno visti come stranieri. Contattati dall’ambiziosa regista televisiva Weizenhuber, in cerca di protagonisti per la sua serie di documentari sul quartiere etnicamente misto di Rudolfsgrund, fingono di essere dei gretti criminali nonché scontrosi immigrati dal carattere scaltro e smaliziato.
PREMIO MARIO VERDONE
Sabato 8 aprile è la volta dell’VIII edizione del Premio Mario Verdone, istituito dal Festival insieme alla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e al Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, in accordo con la famiglia Verdone.
Il Premio viene assegnato da Silvia, Carlo e Luca Verdone a un giovane autore (massimo 40 anni) che con la sua opera prima si è particolarmente distinto nell’ultima stagione cinematografica. Il riconoscimento vuole onorare il critico, saggista e storico del cinema Mario Verdone, sempre attento nella scoperta di artisti di talento, non solo nel Cinema ma nel mondo dell’arte in generale, come dimostrano i suoi numerosi saggi e scritti.
“Edizione dopo edizione – sottolineano i fratelli Verdone – (siamo arrivati alla diciottesima del ) il Premio Mario Verdone, dedicato a nostro padre Mario che tanto amava Lecce e la sua cultura, è ormai un valido punto di riferimento nell’individuare giovani autori meritevoli di un riconoscimento per la loro opera prima. Nostro padre è stato un docente che ha “allenato” con la sua cultura cinematografica tanti studenti. Molti di loro sono oggi validissimi registi conosciuti dal grande pubblico, altri studiosi di spettacolo, critici o docenti di Storia del Cinema. Per noi fratelli Verdone non sarà semplice individuare il miglior film. Non lo è mai stato. Anche perché negli ultimi anni si stanno affacciando tanti giovani ricchi di creatività e talento. Ma cercheremo di assimilare quel giudizio critico che nostro padre aveva, cercando di trovare quei requisiti di originalità nel racconto e nello stile di una regia che stupisca. Siamo convinti che li troveremo, come li abbiamo sempre trovati ed esaltati in questi anni prolifici del Premio Mario Verdone a Lecce”.
I finalisti di quest’anno: Marco Danieli per La ragazza del mondo, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro per Mine, Michele Vannucci per Il più grande sogno. Inoltre in questa ottava edizione va un riconoscimento speciale a Gabriele Mainetti per Lo chiamavano Jeeg Robot.
Venerdì 7 aprile, alle ore 15.00 presso il Castello Carlo V sarà presentato in anteprima il libro Carlo Verdone di Gianlorenzo Franzì (Città del Sole, 2017) che inaugura la collana I grandi registi. All’incontro parteciperanno l’autore e il regista/attore romano.
CINEMA & REALTÀ
La sezione, attraverso il cinema, intende dare visibilità a temi sociali e culturali di rilievo, proponendo un’occasione di riflessione e di approfondimento su argomenti ed eventi della realtà contemporanea.
Austerlitz di Sergei Loznitsa (2016), si focalizza su alcuni luoghi in Europa che sono rimasti come ricordi dolorosi del passato, fabbriche dove gli esseri umani erano trasformati in cenere. Il titolo del film si riferisce al romanzo omonimo scritto da W.G. Sebald, dedicato alla memoria della Shoah.
Da pari a pari. Le prime donne al voto nel Salento di Corrado Punzi (2017). Presentato in anteprima nazionale, il film racconta il referendum per scegliere tra Repubblica e Monarchia, quando le nostre donne votarono per la prima volta, ponendo l’attenzione sul percorso di emancipazione femminile e sociale delle salentine. In questa ricostruzione Luciana Castellina e lo storico Salvatore Coppola, figlio di una delle intervistate, ripercorrono le storie che tracciano l’immagine della donna salentina, tra tradizione e progresso.
Silenzi e parole di Peter Marcias, (2017). In anteprima nazionale mette a confronto due realtà: la Quaresima dei Frati Cappuccini e la Quaresima dell’Associazione Arci. Da una parte i riti cristiani seguiti da un pubblico numeroso e devoto, dall’ altra giovani e non giovani che cercano di portare avanti con passione un’idea di civiltà. Sullo stesso piano sono uomini e donne dell’Italia moderna che attraverso un impegno concreto cambiano qualcosa in meglio della nostra nazione.
The Trial – The State of Russia vs Oleg Sentsov di Askold Kuro, (2017) In anteprima nazionale, il film, presentato alla Berlinale 2017 nella sezione “Berlinale Special”, racconta la storia del regista ucraino Oleg Sentsov, attivista Euromaidan e nativo della Crimea che si oppone attivamente all’occupazione, in seguito all’annessione russa della Crimea, che viene arrestato per attentati terroristici nel maggio 2014 e condannato a 20 anni di detenzione. Sentsov non si è mai dichiarato colpevole. Il caso diviene noto in tutto il mondo e scatena ovunque proteste. La Film European Academy e registi come Agnieszka Holland, Pedro Almodovar, Wim Wenders, Ken Loach, Johnny Depp e molti altri hanno lanciato appelli a favore della sua scarcerazione.
Un altro me di Claudio Casazza (2016). Nelle sale il prossimo 13 aprile, il film è stato girato nel carcere di Bollate dove ha luogo il primo esperimento italiano di “trattamento intensificato” per responsabili di violenze sessuali. Il regista ha trascorso un anno nella casa di reclusione tra psicologi sex offenders.
Cosa faccio nella vita? di Manuel De Pandis, Fabio Fusillo e Giovanni Sfarra, (2017) ha come protagonisti tre ragazzi che abitano a Lecce nei quartieri popolari “Ferrovia”, “Le Vele” e “San Pio”, ambienti nei quali è difficili crescere; luoghi in cui il bullismo, la droga e la microcriminalità sono all’ordine del giorno.
FESTIVAL IN CORTO / PREMIO EMIDIO GRECO
Per il quinto anno consecutivo, il , insieme al Centro Nazionale del Cortometraggio e d’intesa con la famiglia, attribuisce un Premio in memoria del regista Emidio Greco, con l’intento di premiare un giovane autore italiano (massimo 35 anni) per il suo talento nella realizzazione di un cortometraggio.
Il Comitato di selezione è composto da Jacopo Chessa (Direttore Centro Nazionale del Cortometraggio), Lia Furxhi (Presidente AIACE Nazionale) e Alberto La Monica (Direttore ) e la Giuria costituita dalla Famiglia Greco decreterà il vincitore.
I dieci cortometraggi finalisti: Il caffè si beve bestemmiando di Luigi Brandi (2016), Estinguersi di Giulio Rocca (2016), Food for Thought di Davide Gentile (2016), Good news di Giovanni Fumu (2016), Mostri di Adriano Giotti (2016), Ossa di Dario Imbrogno (2016), La santa che dorme di Laura Samani (2016), Rosa di Vincenzo Caricari (2016), L’ultima orazione di Gustav Baldassini (2016), La viaggiatrice di Davide Vigore (2016).
La prima edizione è stata vinta da Gabriele Mainetti con Tiger boy, la seconda da Cristina Picchi con Zima, la terza da Federico Di Corato e Alessandro De Leo con La baracca, la quarta da Francesca Mazzoleni con Lo so che mi senti.
Sabato 8 aprile alle ore 15.00 nel Castello Carlo V sarà presentato da Gemma Lanzo, Alessandro Greco, Anton Giulio Mancino, Francesco Maselli, Bruno Torri il volume “Il cinema di Emidio Greco” a cura di Gemma Lanzo (Edizioni dal Sud, 2017) che vuole restituire lo spirito di Emidio Greco, uomo dietro la macchina da presa e il suo approccio creativo al cinema e alle politiche culturali. Il libro fa parte della sezione di studi storico – critici sul cinema, curata dal Gruppo Pugliese SNCCI, compresi nella collana Percorsi di “Teca”, patrocinata dalla Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia. Contributi: Costanzo Antermite, Vito Attolini, Raffaele Cavalluzzi, Franco Cordelli, Stefano Gallerani, Gemma Lanzo, Alfonso Marrese, Mariangela Sansone, Silvana Silvestri, Cristina Soldano, Piero Spila, Bruno Torri.

FESTIVAL IN CORTO / VETRINA FONDAZIONE CSC
Come ogni anno, questa sezione vuole promuovere alcune delle attività della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. In collaborazione con la CSC Production, vengono presentati alcuni dei film di diploma degli allievi della Scuola Nazionale di Cinema di Roma.
In rassegna: La santa che dorme di Laura Samani, Il suo ragazzo di Matteo Gentiloni, Né leggere né scrivere di Edoardo Ferraro, La finestra di Silvia Perra, Il regno di Francesco Fanuele, Gionatan con la G di Gianluca Santoni, Selfie (sh) di Ekaterina Volkova, Duale di Gianluca Santoni, Marco Camilli e Valentina Traini, Cosa faccio nella vita di Manuel De Pandis, Fabio Fusillo e Giovanni Sfarra.
Si aggiungono due film di diploma del Centro Sperimentale di Cinematografia, Scuola Nazionale di Cinema – Sede Abruzzo: Exhibit Human di Arianna Vergari e Cosa faccio nella vita? di Manuel De Pandis, Fabio Fusillo e Giovanni Sfarra.
In collaborazione con la Cineteca Nazionale, infine, sarà presentato il restauro di Processo alla città di Luigi Zampa (1952).
FESTIVAL IN CORTO / PUGLIA SHOW
Sono quattordici i cortometraggi selezionati per PUGLIA SHOW, tradizionale concorso riservato a giovani registi pugliesi under 35 anni, sezione curata da Luigi La Monica.
La Giuria del concorso composta da Gemma Lanzo (critica cinematografica), Nico Cirasola (attore, regista) e Giancarlo Visitilli (giornalista e critico cinematografico) assegnerà il Premio CNC-Centro Nazionale del Cortometraggio, il Premio Augustus Color ed il Premio di 1.000 € offerto dalla Contessa Maria José Pietroforte di Petruzzi.
Inoltre, verranno assegnati il Premio Rai Cinema Channel di 1.000 €, dalla Giuria composta da Maria Federica Lo Jacono e Manuela Rima (Marketing e Commerciale-Rai Cinema), ed il Premio Unisalento.
I cortometraggi in concorso: …Ed è subito notte di Paolo Rollo (2016); Beles – La stagione dei fichi d’india di Massimo Ruggiero (2016), Ecce homines di Antonella Zito (2016); Erma di Luciano Toriello (2017); Fantascienza medievale di Michele Alberto Chironi (2017); La fossa di Marcello Ciullo e Giuseppe Marino (2016); La fuitina di Andrea Simonetti (2016); Ieri e domani di Lorenzo Sepalone (2017); Ipotesi di un dio plausibile di Lucio Toma (2016); Manto di Gianluca Marinelli (2017); Mattia sa volare di Alessandro Porzio (2016); Scivolando nella notte di Vincenzo Borsellino (2016); Le silence di Guido Tabacco (2016); Valzer di Giulio Mastromauro e Alessandro Porzio (2016).
I cortometraggi fuori concorso: Appunti di viaggio di Andrea (2016), Boossw di Ivan Banderblog (2016), Eclisse senza cielo di Carlo Michele Schirinzi (2016), Giochi di ruolo di Francesco Colangelo (2017), La morte del sarago di Alessandro Zizzo (2016), Nuvole incartate di Davide Faggiano (2017), Sindrome di Rina La Gioia (2016), Studio di Francesco Dongiovanni (2016), Tu non c’eri di Cosimo Damiano Damato (2016).

FESTIVAL IN CORTO / SESSUALITÀ E CORPI: IL PIACERE FEMMINILE
Venerdì 7 aprile, nella sala 4 del Multisala Massimo, il Festival del Cinema Europeo di Lecce presenta lavori di quattro collettivi europei: Insight (2016) di Lidia Ravviso – Le Ragazze del Porno, Queen Kong (2016) di Monica Stambrini – Le Ragazze del Porno, Skin (2009) di Elin Magnusson – Dirty Diares, Horney Beasts (2016) di Erika Lust – Xconfessions, Persephone (2014) con Cam Damage, Owen Gray – A Four Chambered Heart. A seguire, si terrà un dibattito tra la sociologa Mariella Popolla e le registe presenti moderato dalla curatrice Sarah–Hèléna van Put. Dalla metà degli anni ’80 la pornografia si arricchisce dello sguardo e delle riflessioni di artiste, di donne impegnate a legittimare la soggettività femminile di fronte a una tradizione che pensa il corpo e il piacere femminile come mezzo per affermare la virilità e rappresentare i desideri del maschile. Conquistando la propria indipendenza e il proprio spazio all’interno della società e nelle produzioni audiovisive, molte donne, con esperienze e tempi diversi, hanno intrapreso un coraggioso progetto per realizzare prodotti pornografici che sappiano restituire un’immagine vera del piacere femminile. Hanno dato spazio così a un nuovo modo di produrre immagini hard e rilanciare nuovi piaceri identitari che non rientrano nella norma eterosessuale.

CINEMA ED EUROPA: PREMIO LUX e SHORT MATTERS!
PREMIO LUX del Parlamento Europeo
Attraverso questo concorso cinematografico il Parlamento Europeo favorisce il dibattito sulle questioni sociali e i valori che più rappresentano la società europea.
L’obiettivo del Premio è di condividere la prosperità e la diversità del cinema europeo con il maggior numero di cittadini possibili e di suscitare una discussione sugli argomenti trattati nei film selezionati.
Il Parlamento sostiene finanziariamente le spese per le traduzioni e la sottotitolazione dei tre film finalisti nelle 24 lingue ufficiali dell’UE, nonché l’adattamento per le persone con problemi di udito o ipovedenti del film vincitore.
In rassegna i tre film finalisti: Toni Erdmann di Maren Ade (Germania-Austria, 2016) vincitore del Premio Lux 2016, Appena apro gli occhi di Leyla Bouzid (Francia-Tunisia-Belgio-Emirati Arabi, 2016), La mia vita da zucchina di Claude Barras (Svizzera-Francia, 2016).
SHORT MATTERS!
Rassegna dei cortometraggi che hanno avuto la nomination al Best European Short Film Award 2016 dell’European Film Academy.
I cortometraggi in rassegna: 9 Days from my window in Aleppo di Thomas Vroege, Floor van der Meulen, Issa Touma (Siria-Paesi Bassi, 2015); 90 Degrees north di Detsky Graffam (Germania, 2015); A man returned di Mahdi Fleifel (Regno Unito-Libano-Danimarca-Paesi Bassi, 2015); Amalimbo di Juan Pablo Libossar (Estonia-Svezia, 2016); Edmond di Nina Gantz (Regno Unito, 2016); Home di Daniel Mulloy (Regno Unito-Kosovo, 2016); I’m not from here di GiedrėŽickytė e Maite Alberdi (Cile-Danimarca-Lituania 2015); In the distance di Florian Grolig (Germania, 2015); Limbo di Konstantina Kotzamani (Grecia-Francia, 2016); Shooting star di Lyubo Yonchev (Italia-Bulgaria, 2015); Small talk di Even Hafnor, Lisa Brooke Hansen (Norvegia, 2015); The fullness of time (romance) di Manon Coubia (Francia-Belgio, 2016); The goodbye di Clara Roquet (Spagna, 2015); The wall di Samuel Lampaert (Belgio, 2015); We all love the sea shore di Keina Espiñeira (Spagna, 2016).
Realizzato dalla Fondazione Apulia Film Commission e dalla Regione Puglia con risorse del Patto per la Puglia (FSC), il Festival del Cinema Europeo è ideato e organizzato dall’Associazione Culturale “Art Promotion” con il sostegno del Comune di Lecce e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-Direzione Generale Cinema.
Il Festival del Cinema Europeo, riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo “manifestazione d’interesse nazionale”, è membro dell’Associazione Festival Italiani di Cinema e si pregia del Patrocinio del Parlamento Europeo, del Centro Sperimentale di Cinematografia, del S.N.G.C.I., della FIPRESCI, del S.N.C.C.I., del Centro Nazionale del Cortometraggio, dell’Agiscuola.

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