Nuda e cruda, al Teatro Palazzo lo show di Anna Mazzamauro
Inserito da admin il 7 feb 2018 | Nella categoria Fuori Porta | Ci sono 0 Commenti
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La signorina Silvani, ma non solo. “Nuda e cruda”, one woman show di in scena al di sabato 17 febbraio alle 21, condensa in ottanta minuti l’intera carriera dell’attrice, iniziata alla fine degli anni ’60 in un piccolo teatro al centro di Roma. Sagace e liberatorio, insolente e mite, audace e timido, ridanciano e impegnato, “Nuda e cruda”, ormai un cavallo di battaglia per Anna Mazzamauro, dà al pubblico un saggio delle doti da entertainer e della ampia gamma espressiva dell’interprete dai capelli rossi.

Un altro appuntamento da non perdere nella stagione diretta da Titta De Tommasi, una confessione pubblica, sempre nel segno della immancabile autoironia, in cui la protagonista si spoglia dei complessi, butta via la maschera, si prende in giro, liberandosi di tutti quei pregiudizi borghesi, da cui pensiamo di essere liberi e che invece rendono questa confessione così forte, dura: Anna Mazzamauro si per ciò che è, come recita esemplarmente il titolo, “Nuda e cruda”. Liberatorio per la protagonista, quanto per il suo pubblico, esortato a spogliarsi dei ricordi cattivi, degli amori sbagliati, dei tabù del sesso, a liberarsi dalla paura della vecchiaia, ad esibire la propria diversità attraverso risate purificatrici.



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In scena, tutto il talento di Anna di far ridere, pensare, emozionare in un continuo mutare di registro lucido e sorprendente. La verve comica con cui si prende in giro per la proverbiale “avvenenza” della signorina Silvani e racconta l’incontro con la truccatrice e il regista Luciano Salce al provino per la parte che le avrebbe cambiato la vita, l’intensità drammatica di dure storie di violenza sulle donne (Sora Matì, ispirato al caso di Melania Rea), di solitudine e morte. Poi, le storiacce romanesche piene di doppi sensi e battute esilaranti in costante simbiosi con il pubblico intervallate da canzoni, brani originali composti appositamente da Amedeo Minghi, come Nuda e cruda blues, oltre a Le scarpe nuove di Gipo Farassino e a Parlami d’amore Mariù, cantate dalla stessa Mazzamauro, accompagnata da Sasà Calabrese (piano e chitarra) e Andrea De Martino al violino. Infine, il tenero ricordo di Anna Magnani – un riferimento per Anna (le aveva reso omaggio negli anni ‘80 con la pièce “Raccontare Nannarella”) – che prende forma attraverso una disperata, immaginaria telefonata notturna d’amore e gelosia fatta all’amato Roberto Rossellini, ormai tra le braccia di Ingrid Bergman, nel vano tentativo di recuperare un rapporto ormai finito.

La signorina Silvani nella saga di Fantozzi le ha certo dato la popolarità (e due nomination ai Nastri d’Argento), ma Anna Mazzamauro è stata ed è molto altro: cinema – con Steno, Corbucci, Neri Parenti, di recente in Poveri ma ricchi e sequel, diretti da Fausto Brizzi – teatro – come Cyrano de Bergerac (unica donna ad essersi cimentata nel ruolo) oltre a spettacoli del calibro di Fantasma d’amore di Neil Simon e Cesare e Cleopatra di George Bernard Shaw – la televisione – Gran Canal su Rai Due al fianco di Corrado e Grand Hotel su Canale 5 con i più grandi comici degli anni ’80 – senza dimenticare il doppiaggio, la prosa radiofonica e qualche canzone.

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