Sabato 31 luglio (ore 22.00 – ingresso gratuito) a Supersano, in provincia di Lecce, torna il Salento Sound Festival, giunto alla sua quinta edizione. Dopo Roy Paci & Aretuska, Africa Unite, Giuliano Palma & Blue Beaters, Caparezza quest’anno ospiti principali della serata saranno Alpha Blondy (unica data in Italia), l’artista contemporaneo afro/reggae più popolare dai tempi di Bob Marley, e la band Boo Boo Vibration, la reggae band dalle solide radici salentine, nata nella colorata Piazza Verdi della Bologna universitaria che festeggia quest'anno il suo decimo anno di attività. In chiusura dance hall no limits a cura della 60 hertz family con Paparina dj, Papa Richy, Michelino ed i Resina Sonora. Salento Sound Festival è organizzato dall'Associazione Turistico Culturale Pro Loco di Supersano in collaborazione con i giovani supersanesi. L'evento musicale, nato con il fine di favorire la collaborazione e il confronto tra le generazioni del piccolo comune del sud Salento, quest'anno ha come titolo "Per non dimenticare", in ricordo degli amici scomparsi.
Alpha Blondy è stato il primo cantante reggae africano ad essere diventato famoso al di fuori dei confini del suo continente. La sua è una storia particolare: Seydou Konè - questo il suo vero nome - nasce il 1° gennaio del 1953 a Dimbrokro in Costa d'Avorio. Cresce insieme alla nonna Cherie Coco e nel 1972 si fa espellere dalla scuola. Terminati gli studi, vola a New York per perfezionarsi nell'apprendimento della lingua anglosassone, dove l'intensa attività culturale della grande mela lo avvicina alla musica. Nel 1977 si reca al concerto di Burning Spear. Il grande talento e l'immensa spiritualità di uno degli artisti più grandi della reggae music lo lasciano totalmente affascinato: in quel preciso istante Seydou capisce che il suo destino è quello di seguire la strada che le magiche vibrazioni di Burning gli hanno mostrato. Comincia a cantare in diversi gruppi e ben presto incontra una persona che potrebbe dare una svolta alle sue aspirazioni. Si tratta del produttore Clive Hunt con il quale Seydou potrebbe registrare il suo primo disco. La delusione è dietro l'angolo: quel progetto non si realizza e il giovane artista preferisce ritornare nel suo paese. Il dispiacere è così forte da provocargli una profonda crisi depressiva. Per Seydou si aprono le porte di un ospedale psichiatrico dentro il quale resta per due interminabili anni. Si aggrappa con tutte le sue forze alla musica e alle sue canzoni e solo così riesce a venir fuori da quell’ Inferno. Quindi decide di cambiare il proprio nome in Alpha Blondy (sinonimo di bandito) e registra nel 1983 il suo album d’esordio, "Jah Glory", che contiene tutti gli ingredienti che caratterizzeranno in futuro la sua musica: l'impronta mistica e spirituale e la tagliente critica sociale in canzoni come "Brigadier Sabari", ispirata ad una violenta operazione di repressione da parte della polizia della quale il cantante è testimone. Il successo è immediato e soprattutto segna una svolta cruciale nella musica africana: Alpha Blondy dimostra con sapienza e capacità che il reggae non è solo una musica giamaicana ma può essere sviluppata e personalizzata con le influenze e la cultura del proprio paese. Per gli ivoriani Alpha Blondy diventa una sorta di Bob Marley nazionale, loro messaggero e profeta. Nel 1984 l’artista si reca per un periodo in Francia dove firma un contratto discografico con la label Pathè-Marconi (EMI), con la quale realizza il suo nuovo album "Cocody Rock". Per la title track Alpha Blondy vola a Kingston per registrare il brano con i Wailers, la band di Bob Marley. È la sua consacrazione definitiva come stella di prima grandezza della reggae music mondiale. Subito dopo egli intraprende un lungo e intenso tour che lo porta in tutti i paesi dell'Africa Occidentale. È il 1985 quando esce "Apartheid Is A Nazism", nel quale vola alto il grido per la fine dell'apartheid e di libertà per tutti. L'indiscutibile qualità musicale del disco fa sì che in tutto il mondo "Apartheid Is A Nazism" diventi un album fondamentale per chi ama la musica reggae. All'interno grandissime canzoni quali "Jah Houphouet" e "Come Back Jesus". Per il quarto disco l'artista vola a Kingston, con destinazione lo studio di registrazione della Tuff Gong, dove insieme ai Wailers dà vita al suo lavoro più spirituale e mistico, "Jerusalem". Nel 1991 Alpha Blondy tiene tre indimenticabili concerti all'Elysèe Montmartre di Parigi, in coincidenza con l'uscita del nuovo album "Masada". Proprio il nuovo disco è una testimonianza della creatività ancora splendente del cantante. Arrangiato da Boncaina Maiga e missato da Dennis Bowell, il disco lo riporta in vetta alle classifiche regalandogli anche il suo primo disco d'oro. Il filosofo Rasta (così come ama definirsi), sull'onda del grande successo, comincia un nuovo trionfante tour che si conclude con un memorabile concerto allo Zenith di Parigi. Ma il crollo nervoso è dietro l'angolo e così, dopo questa estenuante esperienza e ritornato in patria, Alpha Blondy tenta il suicidio. Per fortuna il tentativo fallisce, e ancora una volta aggrappandosi alla sua musica, il cantante ritorna in sala incisione per dare vita ad un altro album, "Dieu", in assoluto il disco più mistico dell'artista. Nel 1999 realizza un singolo "Journalistes En Danger" per testimoniare quanto sia importante la libertà di stampa e di opinione. I fondi derivanti dalla vendita sono donati a tutti i giornalisti imprigionati a causa delle loro opinioni politiche. Lo stesso singolo entra a far parte dell’album "Elohim". “Akwaba” (che in lingua Ashanti significa “benvenuto) è un "the best" pubblicato nel 2005 che racchiude la partecipazione di altri musicisti che aiutano il profeta del reggae africano a reinterpretare alcune delle sue immortali gemme musicali. Nel 2007 esce ''Jah Victory'', che rappresenta la vittoria, più o meno temporanea, del buon senso dopo una guerra civile che ha sconvolto la Costa d'Avorio. Una ventata di aria nuova che ha spinto Alpha Blondy a tornare in studio per parlare di temi a lui cari come il valore della pace, l'orrore della guerra e l'amore che dovrebbe sempre regnare.
Il debutto discografico della Boo Boo Vibrations è del 2001, quando incidono al BZ Records studio di Ferrara ”Ci era pe tte” e “Lonelyless”. Dopo un tour che li porta a condividere il palco con icone reggae come Macka B and Mad Professor producono “Baobab”. Nel maggio 2004, la band incide “Complice”, loro secondo lavoro, un EP di 5 tracce mixato da Ohm Guru (Sana Records/Audioglobe), perfetta espressione della loro abilità in tutti gli stili del reggae. Nel 2008 esce il terzo album, “Scimmie metropolitane”, disco fortemente influenzato da elettronici suoni urban, sostenuti come sempre dal caldo battito roots jamaicano. Prima di entrare in studio per il nuovo album (in uscita nel gennaio 2011), che sarà interamente prodotto in Giamaica, la band girerà l’Italia per tutta l’estate promuovendo i nuovi singoli “Rumours” - che vanta il featuring del leone del reggae internazionale Alborosie - e “Salentown”, riddim che ricorda nel sound e nelle liriche la calda estate della "Giamaica d'Italia".
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