Federico Fiumani e i Diaframma ritornano all’Istanbul Cafè
Inserito da SalentoLive Puntocom il 22 Mar 2015 | Nella categoria LiveNews | Ci sono 0 Commenti
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Insieme ai Litfiba, i lirici di sono stati i pionieri della dark-wave fiorentina (e italiana). Una lunga parabola, da “Siberia” ai giorni nostri. E ritornano in Salento sabato 28 marzo all’ di (prevendita euro 5).

I Diaframma nascono nello stesso contesto musicale e territoriale dei Litfiba: la Firenze “new wave” dei primi anni 80. Sull’onda inglese del dark-rock decadente, i Diaframma esordiscono dapprima come cover band dei Joy Division, poi, nel 1982, incidono il loro primo singolo, “Pioggia”, accompagnato dal b-side “Illusione ottica”. La linea musicale del gruppo è chiara fin dai versi del singolo (La vita / si spegne / tra le gocce di pioggia). Gli splendidi testi del poeta chitarrista Federico Fiumani spingono il gruppo tra i più quotati sulla scena fiorentina dell’epoca. Seguono due singoli, “Circuito Chiuso” (1982) e “Altrove” (Contempo-1983), che confermano le notevoli capacità del quartetto, che vede nel 1984 Gianni Cicchi alla batteria, Leandro Cicchi al basso, Federico Fiumani alla chitarra e testi e Nicola Vannini alla voce. Dopo parecchie esibizioni nei club fiorentini, spesso insieme ai Litfiba, e l’allontanamento di Vannini (rimpiazzato da Miro Sassolini), i Diaframma incidono nel 1984 per l’etichetta indipendente IRA Siberia.


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Negli anni 90 i Diaframma continuano su una strada decisamente lontana dal dark-punk dei primi anni, ritornando nel circuito underground con un altalenante successo commerciale. Con Il ritorno dei desideri (Contempo – 1994) le liriche accentuano il loro carattere aspro e passionale nonché lo stile personalissimo sottolineato nel caso specifico dalla produzione di Gianni Maroccolo (Csi). Partecipano al progetto anche Francesco Magnelli (che aveva già preso parte come sessionman alle registrazioni di Siberia), Mara Redeghieri (Ustmamò) e Pino Gulli (poi nei Csi). Sempre del 1994 esce l’unico disco a nome Federico Fiumani, Confidenziale, emozionante resoconto di una serie di una serie di concerti acustici tenuti in Italia. Sempre nel 1995 i Diaframma vincono il Premio Ciampi, a definitiva consacrazione della poetica di Fiumani.

Nel 1996 la band cambia nuovamente etichetta passando alla Flying Records di Napoli, con la quale pubblica l’album Sesso e violenza, sospeso fra punk (“Endorfina”, “Tachicardico”), rock classico (“Metti in moto la macchina”) e tenere ballate (“Valzer”, “Bella”). Due anni dopo esce Scenari immaginari, che conferma il buon livello di affiatamento della band e la maturità di Fiumani come autore.

I Diaframma, prodotti dalla Self, ristampano nel 2001 i loro primi lavori, che ormai erano difficilmente reperibili, e inoltre raccolgono in due album (Albori e I Giorni dell’IRA) le sensazioni che avevano portato alla formazione di uno dei gruppi new wave più importanti nel panorama italiano.

Nel 2009 con Difficile da trovare, Fiumani sfoggia un nuovo piccolo saggio di cantautorato rock, sporcato di convenzionalità e di accomodante pop, ma anche di impreviste leggere virate simil-jazz, con la sezione ritmica affidata alle sapienti mani di Lorenzo Alderighi (basso) e Lorenzo Moretto (batteria). I testi spesso lasciano a desiderare e alcuni passaggi risultano addirittura inaccettabili, tipo “L’ha detto anche Prandelli che i risultati si ottengono col gioco” o “Comunque hai ragione tu, ognuno per la sua strada e non pensiamoci più”, con una resa in rima fra le più scontate di sempre.

Quando la band alza i toni sul finale di “Dura madre”, sa essere esaltante come ai tempi d’oro, quei tempi suggellati nella recente riedizione di Live & Unreleased, già apprezzata da queste parti. E il meglio viene conservato per le irresistibili aperture strumentali di “Dolce insonnia” e “Il sogno di te”, oltre che nelle brevi e concise “Intro” e “Outro”. Si parla di sesso, di desiderio, di occasioni mancate, del grigio della vita, degli amici che si adeguano al sistema e del tempo che passa con inesorabile noncuranza. Alla fine torna tutto, o quasi. E, tutto sommato, oggi ci può quasi andar bene così.

Nel 2011, i Diaframma decidono di pubblicare per la prima volta un disco interamente dal vivo, Live 09-04-2011, sintesi di un’indimenticabile serata tenuta il 9 aprile dello stesso anno al Viper di Firenze. Fiumani e compagnia giocano in casa ed ospitano per l’occasione gli amici Miro Sassolini, Andrea Chimenti e Marcello Michelotti. Il disco evidenzia grande equilibrio fra brani storici e composizioni più recenti, è innegabile però quanto il livello di catarsi aumenti esponenzialmente durante le riproposizioni dei gioielli del passato. I Diaframma oramai costituiscono fondamentalmente un supporto alla carriera solista di Federico Fiumani, non per niente in copertina campeggia una foto raffigurante soltanto lui. Una carriera che viene giustamente celebrata su questi solchi transgenerazionali.

A settembre dello stesso anno i Diaframma, sono già in studio per la scrittura e la registrazione delle dodici tracce che saranno contenute in Niente di serio, previsto in uscita per gennaio 2012, uno dei lavori più riusciti nel recente percorso artistico della formazione. Niente di serio contiene i nuovi grandi classici del repertorio dei Diaframma, zampate vincenti quali “Entropia” e “Madre superiora” vanno a posizionarsi con merito accanto ai grandi titoli della band. Dal punto di vista musicale l’album è ineccepibile, frutto del lavoro compositivo di un gruppo oramai rodato e compatto: Federico canta e suona la chitarra con ritrovata grinta, accanto a lui si muove un’eccellente sezione ritmica formata da Luca Cantasano al basso e Lorenzo Moretto alla batteria, ai quali si aggiunge la partecipazione straordinaria di Gianluca De Rubertis de Il Genio alle tastiere. Molte soluzioni ricercano il pathos in un disco che sorprende per aggressività ed energia (“La botta di energia del rock”, la title track), ovunque emerge la grande attenzione riservata ai particolari ed i continui spunti appassionati, come il solo di Giulio Cercato che caratterizza la chiusura di “Nilsson”. Sempre in bilico fra new wave e modernità, Federico Fiumani si conferma autore fuori dal tempo, fuori dalle mode, uno dei compositori più originali e sinceri di casa nostra, un personaggio che pur conservando un seguito ultra fedele avrebbe meritato (e meriterebbe) platee ben più numerose. Chissà che proprio Niente di serio possa affermarsi come il disco giusto per scardinare tante porte e tanti cuori. Gli ingredienti ci sono tutti, dagli episodi più rotondi e canticchiabili (“Vivo così”, “Carta carbone”, “Un orologio rotto”) a quelli più strutturati (gli oltre sei minuti di “Grande come l’oceano”, con la lunga coda strumentale), fino a quelli più intimistici (“Absurdo Metalvox”, “Tempesta nel mio cuore”, “Anime morte”). Niente di serio si aggiudicherà il PIMI 2012 come Miglior Album Autoprodotto.

Nel 2013 i Diaframma pubblicano una doppia ristampa, intitolata Demos 1982 – Live 1983, contenente demo e tracce registrate dal vivo al tempo degli esordi della band. A settembre esce una deluxe edition di Siberia.

Il momento di grande creatività di Federico Fiumani trova conferme in Preso nel vortice, immesso sul mercato ad ottobre 2013. Rispetto al predecessore si distingue per una maggiore varietà di stili e argomentazioni, e soprattutto per una maggiore aggressività sonora. Federico, oltre che di amore e sesso, ci parla anche di sogni, di ricordi, di musica, dei suoni amati in gioventù, di amici. E per uno di questi c’è una sentita dedica: “Ottovolante” è una canzone per Piero Pelù, altro protagonista assoluto della scena fiorentina underground in quegli irripetibile anni 80 che regalarono al mondo oltre ai Diaframma, anche Litfiba, Neon e Pankow, giusto per citare i nomi più noti. Questa volta si allarga anche il parterre degli ospiti, fra i quali spicca la presenza di Enrico Gabrielli, l’uomo-ovunque della canzone alternativa italiana, qui al sax in un paio di tracce, al piano ed alle tastiere altrove. Ma non sono certo secondarie le apparizioni di Gianluca de Rubertiis (piano e tastiere), le voci di Marcello Michelotti ed Alex Spalck (due vecchi amici che animarono rispettivamente Neon e Pankow tanti anni fa) e l’inattesa comparsata di Max Collini degli Offlaga Disco Pax su “Ho fondato un gruppo”. Nella line up di base oltre a Federico sono confermati Luca Cantasano (basso) e Lorenzo Moretto (batteria), più Edoardo Daldone alla seconda chitarra. Nonostante l’iperprolificità, Fiumani riesce a trovare nuovi ed inediti spunti per un album grintoso, verace, viscerale, lo riempie di collaborazioni azzeccatissime e di interessanti hook assassini, e ci inserisce almeno un pezzo che saprà meritarsi l’ingresso in un ipotetico greatest hits dei Diaframma: “Infelicità”.

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