I teatri della Cupa
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Quando: 27/07/2021 – 31/07/2021 ore Tutto il giorno
Prezzo ingresso: non disponibile




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Tra Campi Salentina, Novoli e Trepuzzi sul tema “Ricucire” prosegue fino a sabato 31 luglio la settima edizione de”I teatri della Cupa. Festival del teatro e delle arti nella Valle della Cupa”, uno tra i più importanti festival italiani dedicati alla scena contemporanea.

Martedì 27 luglio la serata prenderà il via alle 18 e alle 19:30 (turni per massimo 30 persone, ingresso ogni 30 min) nel Boschetto di San Vito a Trepuzzi con, in esclusiva regionale, lo spettacolo tout public “Alberi maestri kids” di Michele Losi. Un viaggio di iniziazione, una performance itinerante ed esperienziale alla scoperta del mondo degli alberi e delle piante, principio e metafora della vita stessa; utilizzando le tecniche del teatro immersivo, momenti di incontro con esseri straordinari, suoni registrati con il sistema bi-neurale e restituiti in cuffia, i bambini saranno portati a vivere un’esperienza straordinaria, in cui la fascinazione performativa si mescolerà ad una vera e propria esperienza personale. Alle 20:45 e alle 22:30 nella Sala ex Mercato (Piazza Regina Margherita) a Novoli il Teatro la Ribalta proporrà, sempre in esclusiva regionale, “Un peep show per cenerentola” di Paola Guerra e Antonio Viganò, una creazione di teatro-danza immaginata e pensata proprio per quel Luogo che si nutre di sguardi, di occhi nascosti che guardano senza essere visti. Uno spazio scenico costituito da una piattaforma circolare, circondata da 14 cabine vetrate individuali che ospitano 14 spettatori. Alle 21 nell’Anfiteatro in via Gaetano Salvemini a Trepuzzi, Andrea Farnetani della Compagnia El Grito con “Love is in the air” mostra i retroscena della vita di un giocoliere. Uno spettacolo per tutta la famiglia che sa divertire e stupire per l’eccellente valore dei virtuosismi d’altri tempi, e allo stesso tempo sa commuovere perché un uomo si mette a nudo di fronte ai suoi simili. Alle 22, infine, nel Teatro Comunale di Novoli, Principio Attivo Teatro sarà in scena con “Preghiera del mattino. Il culo delle donne nella bibbia” di Valentina Diana con Silvia Lodi per la regia di Giuseppe Semeraro. La donna nell’Antico testamento spesso non ha neppure un nome e spesso subisce torti o violenze che vengono riferiti senza soffermarcisi troppo, come fatti accessori o inevitabili. Come se il messaggio, il senso alto, reclamassero qualche piccolo sacrificio, qualche piccolo torto di servizio, in nome di qualcosa di più grande e più importante, che non può avere occhi e attenzione per tutti. “Ho pensato che fosse bello allora, dare voce a quelle donne seminascoste, a quei personaggi un po’ in disparte, per illuminarne, almeno un po’, la sorte. La Bibbia, questa volta, servirà a farci riflettere su realtà marginali e vite semicancellate, appena intuibili, come troppo spesso accade nella realtà”, sottolinea l’autrice.

Mercoledì 28 luglio si parte alle 18 e alle 19:30 (turni per massimo 30 persone, ingresso ogni 30 min) nel Boschetto di San Vito a Trepuzzi con, in esclusiva regionale, lo spettacolo tout public “Alberi maestri kids” di Michele Losi. Alle 20:30 nel Teatro Comunale di Novoli in scena “Il fantasma di Canterville”, spettacolo tout public di Factory Compagnia Transadriatica liberamente ispirato all’omonimo racconto di Oscar Wilde di e con Angela De Gaetano per la regia di Tonio De Nitto. Virginia, una ragazza sensibile e generosa, va ad abitare con la sua famiglia in un castello infestato da un terribile fantasma, condannato a tormentarsi finché una antica profezia non sarà compiuta. Alle 20:45 e alle 22:30 nell’attigua Sala ex Mercato (Piazza Regina Margherita) il Teatro la Ribalta con la creazione di teatro-danza “Un peep show per cenerentola” di Paola Guerra e Antonio Viganò. Alle 21 nell’Anfiteatro di via Gaetano Salvemini a Trepuzzi, prima regionale per la compagnia CartiCù con Eneide di Giuseppe Ciciriello sul palco con Ferdinando Filomeno e le musiche di Piero Santoro. Lo spettacolo è l’ultimo capitolo di una trilogia sulla narrazione epica antica, che la compagnia ha intrapreso da qualche anno. Partita con il racconto della guerra di Troia, passando per il viaggio di Ulisse per tornare a Itaca, si conclude con il viaggio di Enea verso l’Esperia, un moto dell’animo, un luogo del destino, la necessità di andare fin dove senti che sia il tuo posto; dove ti spinge la voce del dio o una promessa fatta. Alle 21:45 la serata si concluderà nell’atrio del Palazzo Baronale di Novoli con “Il figlio che sarò” di e con Giuseppe Semeraro e Gianluigi Gherzi per la regia di Fabrizio Saccomanno. Un uomo di quarantacinque anni, Giovanni incontra Vito, il suo vecchio professore della scuola media superiore per chiedergli aiuto. Nello spettacolo di Principio Attivo Teatro ci sono le cadute e i riscatti. C’è la relazione difficile che Giovanni ha avuto con suo padre. “Il figlio che sarò” si sviluppa attraverso registri leggeri, ironici, grotteschi, drammatici. È un canto in onore dei figli e dei padri. È visione di futuro e rapporto con una memoria capace di trasformare i comportamenti presenti.

Giovedì 29 luglio la giornata si aprirà alle 11 nel Palazzo Baronale di Novoli con l’incontro “Rinascimenti. Lo stato dell’arte nei territori” a cura di C.Re.S.Co. Dalle 20:30 si torna in scena al Teatro Comunale di Novoli con, l’anteprima regionale, “Piccoli massacri fuori porta” da “Il dio del massacro” di Yasmina Reza di Areté Ensemble e Cipriani&Gambaccini diretto e interpretato da Michele Cipriani, Arianna Gambaccini, Saba Salvemini, Annika Strøhm. Una commedia esilarante, necessaria e spietata che ha fatto il giro di tutti i teatri del mondo perché parla di tutti noi: tutta l’umanità è accomunata dall’essere figlio. Alle 20:45 e alle 22:30 nell’attigua Sala ex Mercato (Piazza Regina Margherita) il Teatro la Ribalta con la creazione di teatro-danza “Un peep show per cenerentola” di Paola Guerra e Antonio Viganò. Alle 22 nel Palazzo Baronale di Novoli, in esclusiva regionale, Babel Crew con GiOtto. Studio per una tragedia di e con Giuseppe Provinzano. Nel luglio del 2001 a Genova si sono consumati degli eventi di una tragicità epocale, tali da riuscire ad annoverare Genova alla stessa stregua di grandi città palcoscenico di tragedie. “Penso a una Genova che come Tebe, come Troia, possa diventare il luogo di una storia che resti nella memoria, luogo del mito e della sua tragedia. Questa città e la storia\cronaca di quei giorni vivono così questo parossismo tra urgenza di racconto e irrappresentabilità del tutto. Ma questa storia va raccontata. Ne ha tutto il diritto. Ne abbiamo tutto il dovere”, sottolinea l’autore.

Venerdì 30 luglio si parte alle 19:30 dal Cimitero in via Trepuzzi a Novoli con i “Piccoli funerali” di Maurizio Rippa (voce) e Amedeo Monda (chitarra). Lo spettacolo di 369 Gradi, vincitore alla VI edizione de I Teatri del Sacro, è una partitura drammaturgica e musicale che alterna un piccolo rito funebre ad un brano dedicato a chi se ne è andato. Alle 20:30 e alle 22:30 sul terrazzo del Palazzo Baronale di Novoli, in esclusiva regionale, “Solo la bellezza era purtroppo nel posto sbagliato”, una performance di Lea Barletti e Maurizio Vierucci ispirata all’opera di Elfriede Jelinek “La morte e la fanciulla”, il primo dei cinque “Drammi di principesse”, quello di Biancaneve. Un concerto con la forma di un flusso quasi ininterrotto di parole su un tappeto sonoro ipnotico. Alle 20:45 e alle 22:30 nell’attigua Sala ex Mercato (Piazza Regina Margherita) il Teatro la Ribalta con la creazione di teatro-danza “Un peep show per cenerentola” di Paola Guerra e Antonio Viganò. Alle 21 in Corte Grande a Campi Salentina, in anteprima regionale, Luigi D’Elia sarà in scena con Moby Dick di Francesco Niccolini (Arca Azzurra Produzioni | INTI). Un romanzo di cinquecento pagine ridotto a meno di quaranta. Più di un milione di caratteri distillati a quarantamila. L’orizzonte marino del capolavoro melvilliano tramutato in un abisso, e la prosa larga ed enciclopedica diventa un verso asciutto, impietoso e scabro, che non può permettersi nemmeno la commozione, non può godere di nulla, se non dell’immensità del mare e del mistero che regge ogni destino.

Sabato 31 luglio la serata finale prenderà il via alle 19 e alle 20:30 in Piazza Libertà a Campi Salentina con “Save the last dance for me”. Alessandro Sciarroni lavora assieme ai danzatori Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini sui passi di un ballo bolognese chiamato Polka Chinata. Si tratta di una danza di corteggiamento eseguita in origine da soli uomini e risalente ai primi del ‘900: fisicamente impegnativo, quasi acrobatico, prevede che i danzatori abbracciati l’un l’altro, girino vorticosamente mentre si piegano sulle ginocchia quasi fino a terra. Alle 20:30 nel Teatro Comunale di Novoli, in esclusiva regionale, la Piccola Compagnia Dammacco con “Spezzato è il cuore della bellezza” di Mariano Dammacco con Serena Balivo ed Erica Galante. Lo spettacolo racconta la storia di un cosiddetto triangolo amoroso, lui, lei, l’altra e, tramite i frammenti e le immagini di questa storia, offre allo spettatore uno sguardo sull’Amore nelle sue pieghe dolorose e tormentate, attraverso la convivenza di tragedia e umorismo. Alle 20:45 e alle 22:30 nell’attigua Sala ex Mercato (Piazza Regina Margherita) il Teatro la Ribalta con le ultime repliche della creazione di teatro-danza “Un peep show per cenerentola” di Paola Guerra e Antonio Viganò. Infine alle 22 nell’atrio del Palazzo Baronale di Novoli la chiusura di questa settima edizione del festival sarà affidata a Silvia Gribaudi e, in esclusiva regionale, al suo nuovo spettacolo Graces. L’ispirazione è mitologica. Le 3 figlie di Zeus – Aglaia, Eufrosine e Talia – erano creature divine che diffondevano splendore, gioia e prosperità. In scena tre corpi maschili, tre danzatori dentro ad un’opera scultorea che simboleggia la bellezza in un viaggio di abilità e tecnica che li porta in un luogo e in un tempo sospesi tra l’umano e l’astratto. Qui il maschile e il femminile si incontrano, lontano da stereotipi e ruoli, liberi, danzando il ritmo stesso della natura. In scena anche l’autrice Silvia Gribaudi che ama definirsi “autrice del corpo” perché la sua poetica trasforma in modo costruttivo le imperfezioni elevandole a forma d’arte con una comicità diretta, crudele ed empatica in cui non ci sono confini tra danza, teatro e performing arts.




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