So What Festival, musica satira e impegno sociale si incontrano a Melpignano
Inserito da admin il 6 ago 2018 | Nella categoria LiveNews | Ci sono 0 Commenti
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Dopo i documentari di Mondovisioni, rassegna curata da CineAgenzia per Internazionale, e i live di alcune esperienze musicali salentine, prosegue con quattro serate tra musica, satira e impegno sociale, la quinta edizione del , organizzato dall’associazione Altatensione. Da mercoledì 8 a domenica 12 agosto l’Ex Convento degli Agostiniani di , in provincia di , ospiterà (prevendite attive nel circuito VivaTicket.it) e I Botanici (8 agosto), e (9 agosto) e una due giorni dedicata all’elettronica e ai suoi derivati con Ninos du Brasil, Yakamoto Kotzuga e Inude (11 agosto), GodblessComputers, Jolly Mare e Joyfull Family (12 agosto).

Mercoledì 8 agosto (ore 21.30 – ingresso 15 euro) tornano nel The Zen Circus, storica rock band toscana formata da Andrea Appino, Karim Qqru, Massimiliano “Ufo” Schiavelli e Francesco Pellegrini in tour per presentare, tra gli altri, i brani del decimo album in studio Il fuoco in una stanza prodotto da La Tempesta Dischi e Woodworm. Il disco è stato presentato in numerose trasmissioni televisive e radiofoniche, raccogliendo un crescente interesse anche da parte della stampa e della critica. L’album affronta e sviscera i rapporti affettivi che segnano la nostra esistenza e determinano la nostra identità. Si tratta di un album musicalmente e narrativamente eterogeneo, dedicato alla ricerca di un senso molto più profondo dell’esistenza dove il sentimento di una madre, di un padre, un figlio o un amante sono, alla fine, espressioni della stessa verità. “Parlare degli altri parlando di se stessi. E viceversa. Una volta abbiamo cantato che “gli altri siamo noi, gli altri siamo tutti” e con questo album abbiamo voluto approfondire entrando direttamente nelle stanze dei nostri personaggi, ovvero noi stessi e le persone alle quali siamo indissolubilmente legati da catene più o meno invisibili”, raccontano The Zen Circus. “Narrare senza fronzoli o eccessivo romanticismo (ma nemmeno troppo bieco e posato cinismo) di tutti quei rapporti umani che ci definiscono e ci rendono quello che siamo; il paradosso dell’individualità che esiste davvero solo quando può essere testimoniata da altre anime simili, gli altri appunto. Se nella celebre stanza di Gino Paoli si intravedeva il cielo, nelle stanze di questo disco si vedono fuochi più o meno benevoli, fiamme o veri e propri incendi di vita. Un album di cui andiamo molto fieri, lavorato costantemente fin dal Maggio 2016, ovvero quattro mesi prima che uscisse “La terza guerra mondiale”. È il disco su cui abbiamo lavorato di più in studio nella nostra carriera; musicalmente eterogeneo e poliglotta nella narrazione per lo scopo di avvicinarsi a noi, tutti diversi ma tutti uguali: figli, madri, padri o amanti”. The Zen Circus arrivano in Puglia – il 7 agosto saranno anche all’Eremo di Molfetta – dopo un anno di grandi successi, coronati dalla conquista del Premio Pimi 2018 come artisti indipendenti dell’anno al Mei, Meeting delle etichette indipendenti. In apertura I Botanici, band indie/alternative/post-emo nata a Benevento nel 2015 e caratterizzata da influenze emocore, post-punk, post-rock. I Botanici nascono crescono e muoiono come le piante. La band è composta da Mirko Di Fonso (voce, chitarra), Gianmarco Ciani (chitarra, seconda voce), Antonio Del Donno (basso e tastiere), Gaspare Vitiello (batteria).



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Giovedì 9 agosto (ore 22 – ingresso 7 euro) una ricca serata tra impegno e satira con Wu Ming Contingent e Lercio.

Wu Ming Contingent proporrà il reading/spettacolo “La terapia del fulmine”, racconto di ottant’anni di elettroshock, attraverso musiche, testimonianze, carte processuali, pagine di diario e testi originali composti per l’occasione. Dal primo esperimento di Ugo Cerletti, a Roma, nel 1938, fino alle centinaia di TEC – terapie elettro-convulsivanti – che vengono somministrate ancora oggi, in Italia, in oltre novanta strutture pubbliche e private. Passando per le sevizie del professor Coda, la ribellione di Antonin Artaud, le poesie di Alda Merini, le ossessioni di San Giovanni Calabria. Franco Basaglia diceva che questo metodo di cura è simile ai pugni che si davano ai vecchi televisori per sintonizzarli su un canale. A volte funzionava, ma senza che si capisse bene il perché. E il più delle volte, lo schiaffo ero solo uno sfogo, un gesto di frustrazione di fronte ad altri tentativi falliti. Con la differenza che il televisore non sente dolore. Non ha problemi di memoria. Non ha una dignità da calpestare. Ottant’anni di elettroshock, quarant’anni di legge 180, la cosiddetta Legge Basaglia, che regolò il Trattamento Sanitario Obbligatorio e mandò in pensione i manicomi. I due anniversari coincidono – nel 2018 – e si richiamano a vicenda, come in un canone musicale, ponendo domande e interrogativi cruciali, che oggi come allora riguardano l’intera comunità umana, la e l’etica, e non soltanto coloro che ci rassicura chiamare malati. Il collettivo Lercio propone un esilarante spettacolo su web e satira. “Ha rivoluzionato la satira sul web, conquistato i social, trasformato la bufala in un genere letterario. In un mondo in cui l’informazione domina le nostre vite, un collettivo di dissidenti sceglie di rifiutarne la retorica e di cominciare una lotta senza quartiere alle formule preconfezionate e alla pigrizia intellettuale di tanto giornalismo dei nostri tempi. Con queste premesse nasce nel 2012 il sito Lercio.it, che in breve tempo si afferma come fenomeno virale capace di inondare il web con le sue notizie nonsense e satiriche che però a volte sono tanto plausibili da sembrare vere e da essere frettolosamente riprese da giornali e agenzie. Oggi Lercio.it è un quotidiano online da oltre un milione di contatti al mese che guarda la cronaca, la politica, la cultura, la e lo sport ora con ferocia, ora con stralunato disincanto senza risparmiare nessuno”.

Il So What Festival si concluderà con una due giorni dedicata all’elettronica e ai suoi derivati. Sabato 11 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro) in scaletta Ninos du Brasil, progetto discografico dell’artista visivo Nico Vascellari e di Nicolò Fortuni (già With Love, band punk-hardcore degli anni Novanta) che unisce insieme generi molto diversi tra loro come il samba, il noise e l’elettronica; Yakamoto Kotzuga, progetto del giovane producer veneto Giacomo Mazzucato, che nasce unendo campionamenti della chitarra a morbidi inserti elettronici di matrice 2-step e hip hop, creando trame intimamente ambientali e cinematiche; Inude con una miscela di new soul, elettronica raffinata, chitarre dilatate, archi, tappeti sonori e romanticismo. Domenica 12 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro) la serata finale ospiterà GodblessComputers, un collezionista di suoni concreti che esplora, cataloga, seziona, e ricompone con suoni di sintesi. La sua musica è l’incontro perfetto tra hip hop dub e soul in un alternarsi di texture organiche e ritmiche impazienti, silenzi e pathos; Jolly Mare che incorpora vari elementi presi dagli anni ’80 in chiave dance (electro e dintorni, in primis), cavalcando in maniera personalissima territori musicali molto più vasti, trovando sempre un equilibrio che a parole è inspiegabile mentre nei fatti (e nei dancefloor) risulta assolutamente perfetto e centrato; Joyfull Family, un viaggio attraverso la grande tradizione della disco, della garage, della house, della techno di Detroit e del suono profondo in genere.

So What Festival è indipendente, crocevia di culture ed emozioni. Nel corso delle prime quattro edizioni ha accolto, tra gli altri, Baustelle, Alessandro Mannarino, Lo Stato Sociale, Post Csi, Uochi Toki, The Skatalites, 99 Posse, Panda Dub, Assalti Frontali, La Scapigliatura, Iseo & DodoSound, Dj Gruff, Almamegretta. So What Festival, un festival a zero barriere architettoniche che prosegue il suo impegno contro la costruzione del gasdotto Tap, è organizzato dall’Associazione culturale Altatensione con il patrocinio del Comune di Melpignano, con il sostegno di partner locali e nazionali come Easyjoint, azienda leader nel panorama della Cannabis Light legale in Italia. Per festeggiare questa collaborazione è stata realizzata un’edizione limitata di Cannabis Light in barattolo. Easyjoint propone infatti le migliori selezioni di cannabis legale, nel rispetto delle norme di legge italiane. Coltivate interamente nel nostro Paese, secondo tecniche biologiche, garantisce l’assoluta sicurezza dei prodotti tramite innovativi sistemi di tracciabilità. Media partner Rumore, Zero e Lecceprima.

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