Vive le cinéma, torna a Lecce il festival del cinema francese
Inserito da admin il 13 Set 2021 | Nella categoria Magazine | Ci sono 0 Commenti
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Da martedì 14 a sabato 18 settembre torna a Vive le cinéma, unico festival del del Sud Italia. La città della pietra dorata, culla del Barocco, ospita una straordinaria selezione di film, cortometraggi e documentari prodotti in Francia, cuore della settima arte in Europa, in un incontro che unisce storia e contemporaneo, appassionati e protagonisti del , artisti e produttori.

Proiezioni, ma anche masterclass di approfondimento, percorsi di formazione sul campo per gli studenti universitari, intersezioni con le altre arti visive in un’esperienza trasversale e dal respiro internazionale. Un’occasione unica che trasforma il tempo del “divertissement” in una fucina creativa che ha già portato, negli anni, a importanti collaborazioni e connessioni, consolidando un vero “patto culturale” tra la Puglia e la Francia.


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Due chiostri nel cuore del Barocco
Per la sua sesta edizione, la manifestazione rafforza il legame con l’Università del Salento: oltre a confermare il percorso di formazione sul campo riservato agli studenti (che prevede, quest’anno, anche l’assegnazione di premio), la manifestazione trova dimora nello splendido chiostro del Rettorato dell’Università del Salento, un luogo simbolo della dedizione alla conoscenza e alla ricerca. Una passione, questa, condivisa anche da Vive le Cinéma, che nel complicato tempo della pandemia sceglie di confermare il proprio impegno per il cinema di qualità (in tutta sicurezza), nonostante le inevitabili difficoltà e restrizioni del momento.
Ad attendere gli spettatori, un’attenta proposta di titoli in lingua originale con sottotitoli in italiano, quasi tutti in anteprima nazionale, molti dei quali premiati o candidati al Premio César, “l’Oscar francese”, e in altri prestigiosi concorsi internazionali, che verranno proiettati sullo schermo allestito nel Chiostro del Rettorato.
Altra location della manifestazione, il chiostro cinquecentesco del Convitto Palmieri (in piazza Carducci), anche questo, storico monumento della cultura a Lecce, presso cui Vive le cinéma torna con le esposizioni e i talk della sezione “Spazi Aperti della Visione”.

La formazione al centro

L’approfondimento non manca anche in questa edizione, con la masterclass di Luca Bandirali, critico cinematografico, docente di UniSalento, che venerdì 17 settembre alle 18 nel chiostro del Rettorato dialogherà con Aïssa Maïga, l’ospite di quest’anno.

In un momento di passaggio quale è quello attuale – a un anno e mezzo dall’inizio della pandemia –
in cui il mondo della cultura è chiamato ad ardue sfide, Vive le cinéma sceglie inoltre di abolire i consueti premi e propone, per la prima volta, due premi speciali legati alle attività di formazione sul campo promosse dal festival, che in queste settimane stanno coinvolgendo decine di ragazzi universitari e delle superiori.
Vive le cinéma rafforza ulteriormente, quindi, il suo legame con il territorio a partire dai più giovani, puntando da un lato alla formazione di un pubblico più consapevole, avvicinando i ragazzi al grande schermo e, in particolare, al cinema francese, dall’altro contribuendo a sviluppare le competenze utili a lavorare all’interno di un festival cinematografico.
Per questo, Vive le cinéma sviluppa la relazione, già consolidata, con due importanti realtà formative quali il corso di laurea in Dams – Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo dell’Università del Salento e il Liceo Palmieri di Lecce, affidando per la prima volta agli studenti il ruolo di giurati.
La giuria Dams conta su un gruppo di lavoro già “esperto” (una parte del gruppo ha partecipato a una giuria di studenti alla 78esima Mostra del cinema di Venezia) che fin dalle precedenti edizioni è stato coinvolto attivamente nell’organizzazione, nella comunicazione e nella produzione del festival, integrato allo staff dei volontari.
La seconda giuria è composta invece da studenti del Liceo Palmieri di Lecce, i quali hanno seguito un laboratorio di critica cinematografica nella passata edizione del festival e quest’anno tornano per premiare il loro film.

Infine, altra importante novità del festival è la collaborazione con l’Accademia della Carità della Fondazione Casa della Carità di Lecce, che permetterà agli ospiti della casa della Carità di vedere i film in programma, partecipando a momenti di confronto e discussione ad hoc.

Il programma
Le donne, i giovani, il mondo LGBTQ+, il meltin’pot culturale delle metropoli europee sono tra i protagonisti di questa sesta edizione, negli straordinari film – molti dei quali girati da registe di fama o da promettenti e già premiate professioniste – capaci di donare nuove e profonde prospettive alle grandi questioni del nostro tempo.

La regista e attrice Aïssa Maïga è l’ospite di quest’anno. Nella terza serata del festival, giovedì 16 settembre, presenterà il documentario “Marcer sur l’eau”, selezionato a Cannes. L’attrice francese di origine maliana e senegalese dedica alla questione ambientale il documentario, realizzato in Niger, che filma uno dei tanti villaggi vittime del riscaldamento globale.
Altri registi e attori invieranno i loro saluti in speciali contributi proiettati prima dei film.

Il programma. Martedì 14 settembre, protagonista della prima serata del festival è il film “Slalom”, che verrà presentato alla presenza dell’autrice Charlène Favier. Apre la serata il corto “Qu’importe si les betes meurent” di Sofia Alaoui.
Mercoledì 15 settembre, due corti e due lungometraggi per la seconda serata del festival. Dopo il corto d’apertura “Bruit blancs” di Thomas Soulignac, si entra nel vivo di uno dei temi centrali dell’edizione di quest’anno, il mondo dei giovani, con “Spring blossom” di Suzanne Lindon.
Il secondo spettacolo della serata si apre con il corto “Homme sage” di Juliette Denis, segue quindi il lungometraggio “Si le vent tombe” di Nora Martirosyan, ambientato in Nagorno-Karabakh, che attraversa le grandi questioni geopolitiche del nostro tempo intorno a un aeroporto sperduto nel nulla.
Giovedì 16 settembre è la serata dei documentari: dopo il corto d’apertura “Premier amour”, i lungometraggi “Marcher sur l’eau” di Aïssa Maïga, che sarà ospite della serata, e “La cravate” di Mathias Théry ed Étienne Chaillou, uno spaccato della vita politica della Francia contemporanea.
Venerdì 17 settembre ancora i giovani protagonisti sullo schermo del Rettorato: dopo il corto d’apertura “L’heure de l’ors” di Agnès Patron, il primo lungometraggio della serata, “Gagarin” di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh, che racconta la storia di Youri, deciso a non rassegnarsi a perdere i propri sogni nella difficile periferia di Parigi. Il secondo spettacolo si apre con “Des Hortensias en Hiver” di Hélène Rastegar, quindi il documentario “Adolescentes” di Sebastien Lifshitz, che segue la crescita di Emma e Anaïs, migliori amiche nonostante sembrino non avere nulla in comune.
Sabato 18 settembre Vive le cinéma si chiude con “Josep”, atteso lungometraggio di finzione firmato da Aurel: la vita avventurosa dell’illustratore catalano Josep Bartolì che dopo la guerra civile in Spagna scappa in Francia per sfuggire alla dittatura, la cui storia attraversa il Novecento.

Spazi Aperti della Visione
Anche quest’anno, Vive le cinéma fa incontrare il cinema con le altre arti visive nella sezione Spazi Aperti della Visione a cura di Lorenzo Madaro e Brizia Minerva, con un focus su Simon d’Exéa, francese classe 1983, divenuto uno dei fotografi più apprezzati della scena romana.
“Backstage” di Simon d’Exéa, allestita nel chiostro cinquecentesco del Convitto Palmieri, indaga il dietro le quinte dell’arte contemporanea, un racconto ossessivo di immagini che compongono un grande puzzle, quello delle mostre e degli studi degli artisti, luoghi di creazione e verifica dell’opera d’arte. Dagli atelier, alle realtà museali quali Villa Medici – Accademia di Francia a Roma, alla Galleria nazionale d’arte moderna, lo sguardo fotografico di Simon d’Exéa rintraccia visioni e suggestioni legate a idee, display espositivi e immaginari.
Mercoledì 15 e giovedì 16 settembre alle ore 21 verrà proiettata l’intervista con l’artista e i due curatori, per approfondire il processo creativo e la visione che dà forma a un’opera d’arte. Sabato 18 settembre è in programma un talk in presenza.
Assistente di Claudio Abate e, in seguito, dell’artista Ileana Florescu, di pari passo con il suo cammino di ricerca personale si concentra sulla documentazione di mostre ed opere, collaborando con numerosi artisti, musei e gallerie romane. Le sue fotografie si collegano agli elementi fondanti della sua educazione artistica: spazio, volume e luce.

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