Giulio Bianco – Tornare
Inserito da admin il 28 nov 2018 | Nella categoria SalentoLiveTV | Ci sono 0 Commenti
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È disponibile su youtube il di , primo singolo estratto da “Di zampogne, partenze e poesia”, disco d’esordio del polistrumentista , prodotto dal Canzoniere Grecanico Salentino con il sostegno di Puglia Sounds Record 2018 – Regione Puglia – FSC 2014/2020 – Patto per la Puglia. Il video – realizzato da Milt_Studio (Ilenia tesoro e Martina Loiola) con la collaborazione di Davide Mellone – è stato girato in luoghi atipici del Salento in una giornata di pioggia intensa così da richiamare il cielo i colori dei paesi nordici. La storia è quella di un bambino che spazia con la mente e la fantasia per ritornare ad un momento di gioia e felicità che ha segnato per sempre la sua vita. Il cast è composto da Giuliano Labriola, Giovanni Maffeo e Gianmarco Caprioli.



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“Di zampogne, partenze e poesia” è un disco quasi completamente privo di parole, una colonna sonora in cui la zampogna, strumento dal dna “migrante”, fa da cicerone e conduce l’ascoltatore in un viaggio musicale pluritematico, dialogando con l’elettronica e l’orchestra. “Musica popolare non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”, scriveva il compositore e direttore d’orchestra austriaco Gustav Mahler. Questo concetto è parte fondamentale del processo di scrittura, in cui vecchio e nuovo si legano indissolubilmente, creando un ibrido in cui il linguaggio della musica tradizionale è ancora evidente, ma le tematiche, la scrittura e la produzione musicale sono concepite e studiate per suonare contemporanee. Il cd contiene sei brani originali, scritti e arrangiati da Bianco: “Tornare”, “Trainieri” con le voci registrate dei cantori Uccio Aloisi e Uccio Bandello, “Valzer dei giocattoli dimenticati”, prodotto e arrangiato in collaborazione con Inude, “Cirano”, “Tarantella di San Filippo”, con un tema iniziale di un brano tradizionale siciliano e “Ronda”. Nel disco Giulio Bianco (zampogna zoppa, zampogna a chiave, chitarra, elettronica) è affiancato da Mauro Durante (violino, tamburi a cornice), Rocco Nigro (fisarmonica), Emanuele Licci (bouzuky), Giancarlo Paglialunga e Alessia Tondo (tamburello), Massimiliano Morabito (organetto), Giuseppe Anglano (fisarmonica).

“Di zampogne, partenze e poesia” è una raccolta di racconti musicali composti a partire da riflessioni dell’autore su tematiche attuali. La “voce narrante” è quella della zampogna, strumento antichissimo utilizzato in passato dai pastori durante i loro viaggi di “transumanza”, e dal suono naturalmente evocativo di miti e leggende da sempre legate alla civiltà rurale. È musica immaginifica, epica ed a tratti pastorale (nell’accezione Beethoveniana di “espressione di sentimento”), prodotto e sintesi del percorso musicale di Giulio Bianco, in cui la pizzica pizzica e la musica tradizionale salentina si fondono alla musica elettronica ed alla scrittura per orchestra. È un lavoro in cui si usa l’antico per raccontare il presente, come avviene d’altronde oggi con la musica di riproposta, frutto del percorso personale dell’autore di rivalutazione musicale e sociologica di uno strumento da sempre considerato povero e limitato, che in questo disco viene invece valorizzato ed esaltato, ora dialogando con l’elettronica, ora avvolto dagli archi dell’orchestra classica. Il disco è nato dall’esigenza forte di raccontare le esperienze vissute da Bianco nei suoi viaggi musicali e più in generale da una riflessione sulle mille sfaccettature del significato profondo e intrinsecamente soggettivo della parola partire (dal latino partire/partiri): una delle prime parole inventate dall’uomo, il cui significato originale era “dividere”. Tra le tematiche principali, stimolo di scrittura per l’autore, ci sono sicuramente tutte le forme moderne di spostamento e viaggio: dalle migrazioni finalizzate alla ricerca di migliori opportunità sociali e professionali, a quelle costituite da masse di profughi che fuggono da zone di guerra, carestie, regimi persecutori, fino ad arrivare a delle “migrazioni temporanee”, come possono essere quelle di un musicista che ha la fortuna di partire, per poi ogni volta tornare. Oltre al tema delle partenze, un altro spunto creativo è sicuramente arrivato da una riflessione sulla funzione attuale della musica e su come questa abbia sostituito la poesia nella vita di tutti i giorni: se Cyrano fosse vissuto nel nostro presente, probabilmente invece di una poesia a Rossana avrebbe dedicato una canzone. Il disco nasce anche dall’esigenza di sperimentare nuove forme di approccio alla musica tradizionale salentina e da una riflessione su come la tecnologia ne abbia fortemente influenzato e cambiato il linguaggio. Il linguaggio tradizionale è da sempre legato a doppio filo agli strumenti che i musicisti avevano a disposizione in un determinato periodo storico in una determinata area, ed è naturale che questo si evolva e muti con l’arrivo di nuove tecnologie, i cambiamenti del tessuto sociale, la perdita di alcune funzioni. In particolare la ricerca di Bianco si è focalizzata sull’uso di loop e campioni elettronici nella costruzione di brani dal suono tradizionale, sul loro accostamento al linguaggio della zampogna e sulla loro utilità in una concezione di arrangiamento moderna in cui si lavora sulla suddivisione delle frequenze sonore.

Giulio Bianco, fin da piccolo si dedica ad uno studio meticoloso e costante dei flauti dolci, dell’armonica a bocca e delle zampogne. Approfondisce la prassi esecutiva di questi strumenti, da un lato specializzandosi nel repertorio tradizionale salentino e nello specifico nell’esecuzione della pizzica pizzica, dall’altro confrontandosi con quelle tradizioni musicali che privilegiano il ruolo degli strumenti a fiato, focalizzandosi principalmente su quella irlandese. L’esigenza di ampliare le possibilità dello strumento lo porta, inoltre, a intraprendere lo studio della zampogna a chiave e della zampogna zoppa con bordone melodico, una recente evoluzione di questi strumenti che gli da l’opportunità di utilizzarli con una sensibilità moderna e personale in tutto l’ambito del repertorio tradizionale italiano e mediterraneo. La sua carriera da professionista inizia da giovanissimo, quando, a soli 15 anni, entra a far parte della band salentina Aioresis, da lì in poi il numero delle collaborazioni aumenta senza sosta, sia nel panorama della musica tradizionale che in quello del folk, del e della world music. Dal 2005 al 2013 collabora con l’Orchestra della come Fiato Solista, partecipando a tutti i tour internazionali dell’Orchestra ed in particolare alle edizioni dirette da Ambrogio Sparagna (2005, 2006), Mauro Pagani (dal 2007 al 2009), Ludovico Einaudi (2010, 2011) e Goran Bregovic (2012). Nel 2008 inizia a collaborare con il progetto “Mara la Fatia” di A. Castrignanò ed entra a far parte del Canzoniere Grecanico Salentino. Con quest’ultima formazione, che diventa presto il suo progetto principale incide “Focu d’Amore”, “Pizzica Indiavolata”, “Quaranta” e “Canzoniere”, album che hanno riscosso enorme successo di critica e pubblico, con recensioni sulle maggiori testate internazionali. Numerosissimi sono stati i teatri e i festival internazionali in cui si e’ esibito, da segnalare: BabelMed (Francia), Fira Mediterranea di Manresa (Spagna), Barbican Centre (Londra), Montreal Jazz Festival (Montreal – Canada), Auditorium Parco della Musica (IT), Global Fest (New York), Womex (Salonicco), Womad official (London), Woman Australia, Woman New Zeland, SXSW (Austin – Texas), Sziget (Budapest – Ungheria), Cambridge Folk Festival, Celtic Connections (Glasgow – UK), Festival Musicas do Mundo – Sines, PT. In oltre dieci anni di musica ha condiviso il palcoscenico con numerosissimi artisti di livello internazionale, per citarne alcuni: Carlos Nunez, The Chiefteins, Mauro Pagani, Ludovico Einaudi, Piers Faccini, Francesco De Gregori, Ballake’ Sissoko, Lucio Dalla. Nel corso degli anni ha inciso numerosi dischi con Aioresis, La , Antonio Castrignanò, Ludovico Einaudi, Piers Faccini e Canzoniere Grecanico Salentino.

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