Waiting for Sei, a Corigliano d’Otranto la superband I Hate My Village
Inserito da admin il 30 mar 2019 | Nella categoria LiveNews | Ci sono 0 Commenti
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Domenica 31 marzo al Volante di Corigliano d’Otranto, in provincia di , con il live della super band , formata da Fabio Rondanini alla batteria (Calibro 35, Afterhours), Adriano Viterbini alla chitarra (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri), Alberto Ferrari alla voce (Verdena) e Marco Fasolo in cabina di regia (Jennifer Gentle), prosegue Waiting for Sei. La rassegna che accompagna il pubblico in attesa del Sud Est Indipendente, festival firmato da CoolClub con la direzione artistica di Cesare Liaci, sostenuto dalla Regione Puglia (Avviso pubblico per lo Spettacolo e le Attività culturali FSC 2014-2020 – Patto per la Puglia), dal Fus – Fondo Unico per lo spettacolo del Mibac e da altri partner pubblici e privati. Mediapartner RadioWau.



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La lunga serata prenderà il via sulle terrazze del Castello dalle 19 (ingreso libero) con l’aperipunk e le selezioni di Max Nocco. Dalle 20 si festeggeranno i 15 anni di Coolclub con le prime anticipazioni della ricca estate del Sud est indipendente. Alle 21 tutti nella Sala Cavallerizza (ingresso 10 euro – prevendite nel circuito VivaTicket) ) per ascoltare Black Snake Moan, un progetto di ricerca sonora, che affonda le proprie radici nelle atmosfere delta blues e negli immaginari desertici, con una sfumatura psichedelica. One man band atipico, con diverse connotazioni artistiche di riferimento, quello di Marco Contestabile è un progetto a metà tra l’evocazione sonora e quella spirituale. Un’esperienza trascendentale, sintetizzata in musica nel suo primo album d’esordio. Spiritual Awakening è un concept album, un percorso onirico, una profonda mutazione interiore, un completo risveglio del proprio spirito. Dalle 21:30 da non perdere il live del progetto I hate my village, una combo esplosiva, coraggiosa, innovativa che fa della musica africana, della ricerca sonora e delle poliritmie il suo marchio di fabbrica. Fabio Rondanini e Adriano Viterbini, forti delle straordinarie capacità tecniche, sono autentici pesi massimi nell’attuale scena musicale italiana ed esplorano da anni le infinite possibilità nella ricerca del groove. I Hate My Village testimonia l’amore viscerale dei due per la musica africana, un amore nato sui palchi – accompagnando maestri quali Bombino e Rokia Traoré – e poi cresciuto in sala prove con la curiosità di chi ha costantemente voglia di contaminarsi e divertirsi nell’ampliare il proprio orizzonte. Questo risultato si amplifica ulteriormente grazie al contributo di uno dei personaggi chiave del rock nostrano dagli anni ’90: Alberto Ferrari (Verdena) si inserisce con la sua inconfondibile vocalità donando all’amalgama strumentale un ulteriore elemento capace di unire mondi – apparentemente lontani – che in I Hate My Village sembrano coesistere da sempre. Il suono che deriva da questo magico incontro è coraggioso ed innovativo. In cabina di regia Marco Fasolo (Jennifer Gentle) lo restituisce in maniera emozionante, dimostrandosi ancora una volta uno dei produttori più visionari e abili, tanto nel riprendere l’energia dei musicisti in gioco, quanto nel raccontare tutti i variopinti paesaggi sonori della loro scrittura.

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